Massimo e Tullio Show

Massimo e Tullio Show

Messaggiodi Bella_Figheira il mercoledì 21 giugno 2017, 22:27

Ciao ragazzi,
come sapete mi piacerebbe intervistare Massimo e Tullio in occasione della prima a San Miniato.
Ho deciso di rileggere tutti gli articoli loro dedicati che ho raccolto dal 2008 in poi per farmi venire qualche idea e per cercare di non arrivare troppo impreparata :D
Qui sotto vi ho riportato tutte le frasi più significative che ho trovato in questi servizi/interviste, alcuni dei quali, qui non presenti, risalgono addirittura al periodo antecedente il Trio.
Spero che venga qualche idea anche a voi e che vogliate darmi qualche suggerimento per l'intervista. Comunque incrociate le dita perchè diano a noi, la piccola delegazione che sarà a San Miniato, l'autorizzazione per farla! :loveyes:

[Anna] una che sta semplicemente seduta sul suo talento e lo fa esplodere
[Massimo] l’uomo-gag insostituibile
[Tullio] l’intelligenza che si è fatta divertimento
[Trio] Far ridere è un’arte, far ridere sempre e per molti anni è quasi impossibile.

Servizio su Telesette 1985

Unico momento di fedeltà alla follia del titolo è senz’altro costituito dalla prestazione del “Trio Helzapoppin”. “Personalità diversissime e perciò difficilissime da amalgamare”, questo è il giudizio che dà di loro il curatore della trasmissione Helzapoppin Radiodue, Arnaldo Bagnasco. Lopez ha un repertorio di imitazioni così completo e originale che potrebbe farne di lui “il Noschese del Duemila”. “Imitare” è oggi lo sport nazionale. Lopez, però, è un imitatore originale, una rivincita del talento sulla moda. Il Trio Helzapoppin in questo primo balzo verso il successo si appoggia molto sulla capacità di “sfondamento” di Lopez che è in possesso di un’arma così popolare. Ma è certo che prima o poi anche gli altri due saranno meno spalle e più comici.

Intervista su Tv Sorrisi 1985

Massimo Lopez …“pianista e fisarmonicista mancato, banchiere respinto”
D.: Dello spettacolo e del suo mondo, che cosa credete di aver già esattamente capito? R.: [Anna] Noi pensiamo a divertirci, a divertire e a lavorare bene. Non siamo un trio, ma una mini-compagnia di attori dove nessuno di noi è mai protagonista. Questo perché credo che serva molto di più che si funzioni tutti assieme, che ci sia tra noi il giusto affiatamento.
D.: Che cosa invece ancora vi sfugge, vi crea perplessità? R.: [Tullio] Personalmente sto vivendo la situazione professionale migliore che mi sia capitata.
D.: E andiamo sul frivolo: come vi comportate al ristorante? R.: [Anna] Quando andiamo insieme devo essere la spalla di Massimo per le penne: infatti le ordina anche per me, mentre poi se le mangia tutte lui.

Intervista su Telesette 1985

…che la loro comicità potesse costituire il punto di massimo ascolto di “Domenica In” è stata una gradita sorpresa…
Solenghi si definisce un entusiasta con alti e bassi; Anna una inguaribile perfezionista; Massimo un tipo coi piedi ben piantati nelle nuvole.

Intervista su Onda Tivù 1985

…tre attori molto amici che lavorano insieme…
…Anna Marchesini è tenuta in grande considerazione dagli altri due

Intervista su Tv Sorrisi 1985

…il trio più “indefinibile” dello spettacolo
D.: Siamo in tema di Carnevale: qual è la vostra maschera preferita? R.: [Solenghi] La mia maschera preferita è la famosa “Marchesini”. Molto in voga nel ‘700, produce ilarità in chi la guarda. Ha due caratteristiche fondamentali: è una stakanovista e ama spaccare il capello in quattro.

Tv Radiocorriere 1986

Tre attori amici, e con un successo così, che uniti, diventano un gruppo solidale, amico, complice. Ma chi ha cercato prima l’altro? “Ci siamo cercati e scelti” dice Anna “e si è creato subito un grande affiatamento.”
…con assoluta schiettezza e fiducia reciproca, senza fingersi migliori né più bravi del vero, senza mentirsi mai…
“Siamo tre persone con una grande creatività” dice Anna “tre amici adulti, senza quella zavorra di ripicche, gelosie, perdite di tempo che ingombra ogni collaborazione. Ci stimiamo a vicenda e stare insieme ci diverte, anche se passiamo ore sul foglio, con la testa tra le mani, alla ricerca di un’idea.” Sentiamo Lopez: “Io sono un pezzo di Solenghi e un pezzo di Marchesini. Loro fanno altrettanto. Nel gruppo mi sento più forte.”
Tullio: “Massimo è un Pierrot lunare, un palloncino legato a un filo che sale e scende con delle sorprese spesso geniali. Anna, invece, è un talento allo stato puro, un bel cervello con sotto due splendide gambe.”
Massimo: “Mi piace Anna perché si prende in giro, perché riesce ad essere una cosa e il suo contrario. Mi piace Tullio per la sua disponibilità, per la sua solarità che riesce a trascinare tutti i musi lunghi del gruppo.”
Anna: “Tullio è un professionista, bravo in tutto, con una carica di simpatia che porta stampata in faccia, che passa il video. Massimo è un aristocratico privo di aggressività e di violenza. È un uomo molto educato, corretto, distratto e con tanta voglia di fuggire dall’ambiente che lo circonda.

Intervista su Bolero TV 1986

D.: Che tipo di comicità pensate di avere? R.: [Tullio] …ci sforziamo di varcare i limiti geografici. Siamo sempre stati invaghiti della comicità intelligente, quella legata alle situazioni e non ai personaggi. Dipende dalla situazione internazionale.
D.: Come ci si ritrova a lavorare con una donna nel genere comico-brillante? R.: [Tullio] Lavorare con Anna significa non avere di questi problemi. Anna è una grande professionista che non ha problemi a rendersi brutta e sguaiata o sensuale.
D.: Perché la gente è portata a identificare il Trio nel Trio Marchesini? R.: [Tullio] Perché Anna rappresenta l’elemento innovativo sia rispetto a noi, che abbiamo un esercito di colleghi e concorrenti, sia rispetto al panorama della comicità femminile, dove la piazza è più sguarnita.

Intervista su Tv Sorrisi 1986

D.: E il Trio come va? R.: [Massimo] Perfetto. Solenghi è un vero amico e la Marchesini una donna con i fiocchi

Intervista su Telesette 1986

Solenghi-Marchesini-Lopez: ovvero come la tivù può fare da spunto per una satira graffiante e con stile.
…più che l’imitazione, a far ridere sono i presupposti, il contesto, la trovata.

Intervista su Gioia 1988

…[Anna] conferma il ruolo perfettamente alla pari nella gestione della “vis comica” del trio, anche dal punto di vista della creazione dei testi. La vita dei tre, infatti, è equivalente a tre gomitoli di lana che vengono intrecciati nella stessa trama. La vita privata di ciascuno non sembra condizionare minimamente l’accordo. Per cui sorge spontanea la domanda: “Ma non siete ancora stanchi del triangolo?” R.: [Anna] E come potremmo? Non può morire, fa parte dell’anima di ciascuno di noi. A volte penso a noi tre su una panchina, che continuiamo a recitare le stesse gag. Solo che, invece delle parrucche, avremo davvero i capelli bianchi.

Intervista su Gioia 1988

[Anna] Non esiste tra di noi un rapporto come tra due uomini e una donna. Io sono una di loro, loro non mi vedono come donna e io non vedo loro come uomini. Il nostro è un rapporto speciale, nel senso che io posso esprimere anche componenti maschili e loro femminili.

Intervista a Stop 1990

[Anna] Il nostro sodalizio artistico dura perché noi non disperdiamo energie in inutili divergenze: litighiamo ma di comune accordo. Di carattere sono molto esigente, devo dire ciò che penso e fare ciò che ritengo giusto. E questo lo posso fare solo con Massimo e Tullio con i quali sono amica prima di tutto.

Intervista ad Anna su Gente 1990

[Massimo e Tullio] sanno che su di me possono contare, sempre e comunque, sia come compagna di lavoro sia come vera amica. Io sono la loro confidente, a me raccontano tutti i loro problemi, le loro perplessità, i loro momenti neri. Tra noi tre c’è un’intesa davvero incredibile.

Intervista su Onda Tivù 1990

D.: Torniamo ai vostri Promessi Sposi. Non ci sono molti precedenti nel genere dello sceneggiato comico in Italia. R.: [Tullio] È vero. Siamo dei pionieri.
D.: Sulla perfezione del Trio non ci sono dubbi. Ma quanto vi costa l’unione? R.: [Tullio] Insieme, noi, siamo una moltiplicazione, non un’addizione. Viviamo davvero in un miracoloso equilibrio: il gruppo non mortifica l’individuo. E poi, dobbiamo riconoscerlo, divisi non raggiungeremmo il valore artistico del Trio.

Intervista ad Anna su Telepiù 1990

D.: E ora il successo è arrivato… R.: Successo vuol dire riuscire a fare il mio lavoro al meglio delle mie possibilità.

D.: La collaborazione con Massimo Lopez e Tullio Solenghi dura ormai da otto anni: non hai mai pensato che il Trio potesse diventare una gabbia? R.: No, mai. Non ho mai sognato di essere sola perché insieme ai miei colleghi formo una piccola compagnia teatrale con la quale non solo giro per l’Italia o appaio in televisione, ma che mi aiuta a capire cosa va bene professionalmente e cosa incontrerà i gusti del pubblico. Devo anzi dire che quando lavoro con Massimo e Tullio ho la sensazione di moltiplicare la creatività. Siamo già in pista per studiare un nuovo testo teatrale. Ancora insieme, come sempre: tre teste e tre cuori per un unico successo.

Intervista su Tv Sorrisi 1990

[Tullio] Stare insieme, per me, Anna e Massimo non è un semplice lavoro: è qualcosa di magico, che dura ventiquattro ore al giorno, anche quando non siamo fisicamente vicini.

Intervista su Tv Sorrisi 1990

Anna Marchesini: Era una mattina qualsiasi, in una sala prove della radio alla Rai di Torino: facevo parte del gruppo di attori seduti tutti compunti intorno al tavolo per la lettura del copione. Quand’ecco che, in ritardo, disturbando, entra Tullio. Un bel ragazzo che mi colpisce subito per gli occhi celestissimi, abbaglianti…
Tullio Solenghi: Era una mattina qualsiasi, in una sala prove della radio alla Rai di Torino. Entro nello stanzone e, tra le persone, si fa notare una ragazza che chiacchiera incessantemente e fastidiosamente con una collega. Naturalmente era Anna.
Massimo Lopez: Ero in sala di doppiaggio e, nell’oscurità, al mio fianco spicca incredibile una voce femminile. Cominciamo a lavorare ma la cosa si presenta difficile. A ogni frase che diciamo ci scappa da ridere: con Anna è stata una sintonia a colpo di fulmine. Tullio, invece, lo conoscevo già.

[Tullio] Noi lavoriamo in modo un po’ naif. Giochiamo insieme 18 ore su 24 finchè non troviamo lo spunto giusto. La procedura è la solita. Andiamo a casa di Massimo, che vive da solo e ha orari speciali. Di solito arriviamo dopo pranzo (il nostro), quando a lui viene appetito, e così cominciamo a perdere tempo con il pranzo (suo).
[Anna] Poi ciascuno di noi tre aspetta che l’altro abbia un’idea. Per ingannare l’attesa andiamo a turno spesso in bagno…

Intervista su Tv Sette 1995

D.: Dal Trio al Duo. Con Massimo Lopez è stato un divorzio consensuale? R.: [Anna] Non sentiamo quella di Massimo come un’assenza, ma come un cambiamento di forze: non siamo “tre meno uno”, bensì una diversa combinazione.
D.: Assenti dalla tv e dai salotti televisivi da cinque anni. Non vi hanno invitato? R.: [Anna] Dare lustro ai divani non ci interessa. Il nostro ruolo in televisione deve avere un senso. [Tullio] Non maciniamo programmi su scala industriale, lavoriamo ancora in maniera artigianale. Alla nostra identità ci teniamo.

Intervista a Epoca 1995

[Massimo]

Noi tre.
Ci siamo piaciuti, ci siamo scelti. Siamo stati gli autori e gi attori di noi stessi, eravamo un’unità.
Anna la Lupa.
Anna era la Lupa del Trio, Tullio e io continuiamo a chiamarla così. Lei ha sempre difeso quest’entità. A volte per eccesso d’amore innalzava dei muri.
Libero.
Quella del Trio era diventata un’atmosfera chiusa, limitante.
Voglia di essere Lopez.
A me piace essere Massimo Lopez, a volte. Anna e Tullio preferiscono vestire sempre i panni degli attori.

[Anna]

Lopez quando era con noi.
Quando eravamo il Trio, Massimo era il più marziano dei tre. Faceva cose impensabili, tra noi era il meno sostituibile. Riesce a essere uomo-macchina, uomo-moviola, uomo-suono, uomo-vecchio, uomo-caffettiera.
Solenghi? Un divano.
Tullio è uno che si butta, tira fuori molte gag che poi non vengono utilizzate. Nel Trio lui aveva l’idea di base, s’inventava molte cose buffe, poi magari noi le bocciavamo. Tullio è un po’ come un divano, tu ti appoggi sul divano. Ecco, Tullio, è così: comodo.
Il sesso nel Trio
Mai fatto sesso. Tra di noi, intendo. Eravamo tre amici senza sesso. Però i nostri rispettivi mariti, mogli o fidanzate, all’inizio erano sempre gelosi di noi tre. Poi capivano: tutti avrebbero voluto avere una cosa come la nostra.
Noi.
Essere noi non mi ha mai pesato. Anzi, essere noi era bellissimo, non dovevamo sopportare situazioni che non ci piacevano, potevamo salvarci da compromessi esterni perchè tanto eravamo noi.
Nostalgia.
Mi manca il senso di protezione che mi dava il Trio. Qualsiasi cosa fatta individualmente sarà sempre scarsa in paragone a quello che facevamo assieme.
Un Trio nel futuro.
Sarà il teatro a riunirmi col Trio. Ne sono sicura.

[Tullio]

Il Duo.
Lavorare in due va bene comunque, ma tre rimane il numero perfetto. In due è come se mancasse la combinazione in più ai dadi.
Massimo in fuga.
Professionalmente non condivido nulla della sua scelta, ma per me lui resta un fratello.

Intervista a Oggi 1995

…i tre…in seguito anche definiti la Santissima Trinità dello spettacolo
[Tullio] Tanti successi sembrano solo un sogno. Ogni tanto io mi volto indietro a guardarli.

Intervista a Oggi 1998

[Anna] Il nostro sodalizio è stato un momento magico, ma irripetibile.

Intervista a Vanity Fair 2007

[Tullio] Ai tempi dei Promessi Sposi solo Beniamino Placido, su Repubblica, parlava di noi. Gli altri ci guardavano dall’alto in basso: eravamo nazional-popolari…e meno male! Siamo gli artisti più replicati nella storia della televisione italiana.
Del mio lavoro oggi mi godo ogni cosa, ma allora era tutto così turbinoso che non riuscivamo a renderci conto di quello che ci accadeva. Io sono un po’ un grafomane e tengo da sempre un diario. Rileggendo le pagine di quei giorni avverto più angoscia che gioia.

Intervista su Telesette 2008 (25 anni dalla fondazione del Trio festeggiati con il ritorno in tv)

D.: Senta Solenghi, oggi si ritrova qui col patema…
R.: Chi me l’ha fatto fare, dice? Guardi, è vero, sono emozionato come un ragazzino: ma creda, non c’è niente di più bello, nel mio lavoro, del ritrovarsi in ambasce come in questo momento.

Intervista a Vero 2008

D.: Quanto siete cambiati?
R.: [Anna] C’è una specie di saggezza del corpo che ci spinge a cercare insieme lo stesso giardinetto dove andare a giocare.
D.: Nessuna ruggine tra di voi?
R.: [Anna] Noi tre ci vogliamo bene. Ci stimiamo, c’è affetto, siamo fatti della stessa pasta. Abbiamo sempre riso insieme. Stare insieme è sempre una felicità. Il nostro rapporto non è mai nostalgico, ma lo attualizziamo ogni volta.

Intervista a Gente 2008

[Massimo] La volontà di unirsi fu perché nel nostro incontro riconoscemmo una magia. Siamo folli anche nella vita. E siamo “uni e trini”: raramente sono stato bene con le persone come con Tullio e Anna. Quella magia, quell’essere l’uno la spalla dell’altro improvvisando è quasi impossibile da ripetersi.

Intervista a Gioia 2011

[Anna]
D.: Quando leggi di Suor Giuseppina pensi al bestiario che per tanti anni ha ispirato le parodie del Trio, ne riconosci la matrice. Nostalgica di quegli anni?
R.: Una magnifica esperienza che si è chiusa felicemente. Sono stati tra gli anni più belli della mia vita. Anni in cui abbiamo riso fino a stare male. Abbiamo riso e giocato. Abbiamo guardato il mondo con gli stessi occhi. Imbarazzi enormi trasformati in risate grandiose. Con Massimo e Tullio siamo rimasti grandi amici, ci vogliamo bene.
D.: Cosa vi faceva più ridere?
R.: Le rarissime volte in cui ci capitava a teatro una platea di spettatori anziani o apatici che ridevano poco. Questo loro non cogliere le nostre battute ci scatenava in scena una grande ilarità.

Intervista a Diva e donna 2015

[Massimo]
D.: Il paradosso era il tuo marchio d’autore nel Trio.
R.: C’era un’alchimia perfetta tra noi tre. Ognuno di noi apprezzava senza invidia le qualità dell’uno e dell’altro.

Intervista a Intimità 2015

[Massimo su Anna]
Abbiamo sempre avuto un legame intimo, noi due. Che non abbiamo mai pubblicizzato. Ma ci conosciamo talmente bene che questa conoscenza potrebbe annullarci.

Intervista a Oggi 2016

[Massimo] Anna lascia un vuoto incolmabile e il minimo che potremmo fare noi due, che abbiamo perso una sorella, è ricordarla con un omaggio degno di una grande artista.
[Tullio] Credo che questo affetto così radicato nel pubblico siano stati quegli anni insieme: il Trio è e resta un marchio indelebile. Quell’esperienza è presente nella memoria come un record olimpico che non si riesce a battere. Anna aveva quel modo di porsi senza eguali che oggi mi fa sentire il sapore di quell’impresa.

Intervista a Vanity Fair 2016

[Tullio] Ha sempre percorso la via più difficile alla ricerca dell’eccellenza. Sarebbe potuta rimanere senza lavoro per tutti i no che ha detto: ogni tanto penso che se non avesse incontrato me e Massimo non sarebbe mai arrivata al grande pubblico. Con noi invece scattò la magia che le fece abbassare la guardia.
Salve! Oh ciao! Sono Bella Fighejra!
Mi pare ormai afferrato il concetto che sono proprio una gran bella fighejra
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Re: Massimo e Tullio Show

Messaggiodi angy il giovedì 27 luglio 2017, 0:10

sono stata allo spettacolo tenutosi a Zafferana Etnea.... due ore di divertimento... di risate.. la loro comicità è unica... si sentiva anche la presenza di Anna... (appena mi è possibile vi farò il racconto della serata, senza raccontarvi lo spettacolo perchè va goduto ).... Tullio e Massimo siete favolosi
lorenzo come dicevan tutti renzo
con sta pioggia e con sto vento chi è bussa a sto convento
angy
 
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