Mille domande accompagnano la stesura di questo resoconto. E, se mi conosco abbastanza, so anche il perché: non ho ancora elaborato. E poi ci sono quegli occhi, quello sguardo, impressi nella mia memoria prima che su pellicola. C’è stato un lungo momento in cui quegli occhi hanno guardato dritto nella videocamera e io mi sono sentita denudata.
Ore 11.15, stazione Roma Termini: sul tabellone delle partenze figurano due treni che partono per Terni alle 11.28 e che potrebbero essere il mio, dato che io non so dove si trovi Terni rispetto a Spoleto. Appurato che devo salire su quello che va ad Ancona, cosa diavolo vuol dire, sotto la scritta “Binario”, la sigla “2PE”? Due pesche, due pecore, due pellerossa?
Per questi due contrattempi e soprattutto perché il binario era il 2 piazzale est, cioè il tronco di binario più in fondo a tutti che la stazione Termini ti possa offrire, ho rischiato di perdere il treno. Roba che solo per arrivarci ci metti mezz’ora. Se poi non ci sono spiegazioni (!!!), sei fritto.
Immaginatevi la scena: io che corro disperatamente con lo zaino, il cavalletto e la videocamera e con i 35 gradi di Roma. Ma il trucco c’è, ed è sempre lo stesso: le scarpe chiuse. Impossible is nothing.
Come se non bastasse, il treno arriva a destinazione con 25 minuti di ritardo e, inizialmente, sembra persino difficile riuscire a prendere un mezzo pubblico che porti in centro città. Perché queste città piccole (Siena, Montepulciano, Spoleto) hanno tutte la stessa fregatura: la stazione ferroviaria si trova più o meno dove si trova il binario “2PE” di Termini. E qui ci starebbe una parolaccia.
Che poi, che poi, che poi…che poi l’autobus ti lascia appena fuori il centro storico, dunque pedonale, e da lì è una vera e propria selezione del personale - nel senso di gruppo di persone - a cui chiedere: come distinguere i turisti da quelli del posto visto che, per l’occasione del festival, sembrano tutti uguali? Alla fine trovo qualche anima pia, ognuna delle quali aggiunge un’ulteriore, piccola indicazione alla strada che devo percorrere per arrivare in piazza della Signoria. È stata la caccia al tesoro più difficile della mia vita.
Finalmente ci sono! E lì mi aspetta Ginevra con il suo “trio”, che sono stata onorata di aver conosciuto.
In lontananza ci riconosciamo reciprocamente, ma quasi subito loro cominciano a guardare dietro di me e a parlottare. Sconvolta dallo stress e dal caldo, non riesco a capire cosa sta succedendo ma, quando anch’io mi giro per guardarmi indietro, Anna è proprio dietro di me e quasi mi si annebbia la vista..!!!
Nell’attesa che inizi l’incontro, Ginevra ed io cerchiamo di fare finta di niente ma ci è praticamente inevitabile lanciare qualche sguardo nella sua direzione e scattare qualche foto da lontano…
Ci prende il panico quando scopriamo che i posti sono tutti riservati - nonostante sul sito ci fosse scritto che l’ingresso era libero - ma poi la situazione prende una piega inaspettata: Anna decide che l’incontro deve svolgersi all’aperto, nel bel giardino antistante il teatrino. Questo aumenta notevolmente le nostre possibilità di partecipare ma, finchè non ne avremo la certezza, il nostro respiro e il battito del nostro cuore non possono riprendere un ritmo normale.
Mi avvicino dunque ad una ragazza che fa da “bigliettaia” e, testuali parole, mi dice: “Guarda, non si potrebbe, però per quelli del fan club ufficiale c’è sempre posto!”!!!!!!!!
Nel video mancano i primi dieci minuti dell’incontro vero e proprio, perché Anna ci ha detto di non gradire quelle videocamere così vicine in quanto non favorivano la concentrazione, perciò ho aspettato un po’ prima di trovarmi una nuova collocazione e ricominciare a registrare. Comunque non voglio anticiparvi nulla, l’incontro è stato bellissimo e Lei ci ha fatto fare un sacco di risate. Quando alla fine ci siamo fermati a parlare un po’, ha anche detto che spera di tornare in teatro a settembre e che sta scrivendo un libro.
La nostra foto insieme è così perfetta che finora l’ho riguardata davvero poche volte, per la paura insensata di rovinarla ma soprattutto perché le emozioni che a tutt’oggi mi provoca sono così forti che posso assumerla solo a piccole dosi.
GRAZIE ANNA!
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