Riso... Allegria in tavola

Visitate anche il suo sito personale! www.tulliosolenghi.com

Riso... Allegria in tavola

Messaggiodi Bella_Figheira il sabato 19 febbraio 2011, 13:24

Amiche e amichi,
c’è una lacuna da colmare, un’opera di Tullio della quale non abbiamo mai parlato… :o
Grazie alla mia metodicità e ad una fortunata tempistica, su un famoso sito di aste online ho acquistato un oggetto riguardante il Nostro che ormai disperavo di trovare, visto che risale a ben undici anni fa ed è fuori catalogo.
Sono sicura che queste poche righe vi hanno fatto dilatare gli occhi e il cuore e, dunque, sono bastate a creare un sufficiente strato di suspence.
È ora, quindi, che vi riveli apertamente di cosa sto parlando: si tratta di Riso… Allegria in tavola, un libro commissionato dall’Ente Nazionale Risi, con la collaborazione di Regione Lombardia e Regione Piemonte, scritto a quattro mani col giornalista Luciano Verre nell’ormai lontano 1999 per i tipi della Sperling & Kupfer. In questo testo divertente e inconsueto venti vip del mondo dello spettacolo e dello sport ci confidano il loro personalissimo rapporto con questo straordinario alimento. In particolare Tullio ha curato l’introduzione e la parte relativa ai cenni biografici che lo riguardano e che qui riporto fedelmente.

P.S.: preparate i fazzoletti, come tutto ciò che è scritto da Tullio può scatenare ilarità incontenibile. :lol:

Per meglio disporsi alla lettura di queste preziose testimonianze sul riso sarà opportuno ripercorrerne la breve storia, che affonda le sue radici negli albori della civiltà. Le vicende di questo alimento essenziale, infatti, procedono di pari passo con quelle dell’uomo.
Sappiamo ormai tutto dell’uomo di Neanderthal, poco si sa della donna di Neanderthal, che pure ci sarà stata se siamo ancora qui a parlarne.
Molti ritengono che la donna di Neanderthal, data la sua disponibilità alle procreazioni occasionali, fosse una mondana. Ma da un attento esame di alcuni resti rinvenuti in una grotta dell’alta Sassonia (arti inferiori affetti da “ginocchio della lavandaia”, quando le lavanderie a gettone non compaiono che 250.000 anni più tardi) se ne ricava che essa era in realtà una mondina. Ciò dimostrerebbe che il riso era già conosciuto come alimento base ben prima dell’età del ferro.
Il riso è presente anche più tardi nell’era di Cro-Magnon, lo testimonierebbe la tipica espressione “cojonazza” rinvenuta su alcuni crani di ominidi che solevano ritrovarsi attorno al fuoco in ore notturne, da cui il famoso teorema “risus abundat in ores stultorum” (il riso abbonda nelle ore degli stolti).
Scivolando velocemente verso epoche più recenti troviamo ancora il riso protagonista presso i filosofi greci. Nell’Ippia Minore di Platone è citato proprio un risotto alla milanese (incredibile visto che Berlusconi verrà fondato solo 3000 anni più tardi) come dono di compleanno (genetliacos) che l’allievo prediletto (scolaros) fa nei confronti del suo amato maestro (magistros o finoxos).
“Il dado è tratto”, sentenzierà Giulio Cesare nel 49 a.C. varcando il Rubicone. Ebbene pochi sanno che il famoso dado era tratto proprio da un minestrone di riso che il condottiero romano amava consultare prima di ogni decisione importante giacché si usava dire “il riso non mente” (mediazione fra “il riso fa buon sangue” e "buon sangue non mente” ergo appunto “il riso non mente”).
Anche la letteratura comincia ad occuparsi di questo alimento. Omero per primo, nell’Iliade, ci fa capire che il famoso cavallo di Troia non nascondeva i soldati greci, ma era ripieno di supplì, di cui i troiani andavano ghiotti, come ben sapeva l’astuto Ulisse. Il famoso supplizio dei troiani infatti non sarebbe altro che la frase in codice con la quale il nipote di Ulisse diede allo zio il segnale convenuto per l’attacco, “supplì, zio” appunto.
Dopo questi numerosi avalli storici è inevitabile che la diffusione del riso si espanda a macchia d’olio su tutto il globo terracqueo. È presente in Inghilterra quando, nel corso della carestia del 1200, diventa l’alimento in cui tutti si rifugiano. Per evitare che venga confiscato dalla truppe del re viene addirittura trafugato sotto forma di carta di riso. La famosa esortazione degli affamati “Magna Charta” (mangia la carta, appunto) passerà alla storia.
In Cina il debutto di quello che diventerà poi l’alimento nazionale è datato intorno al XVI secolo e avviene in modo assai singolare. Viene istituita una vera e propria gara d’appalto alla ricerca del cibo più adatto per poter essere consumato con i tradizionali “bastoncini cinesi”. Alla finale accedono lo gnocco, il rigatone e appunto il riso. Ed è proprio quest’ultimo ad avere la meglio sugli altri due, in un avvincente girone all’italiana che vede dapprima l’eliminazione dello gnocco, troppo “gnocco” per poterla spuntare, e infine la resa del rigatone battuto ai rigori.
In Italia, invece, il riso ha vita assai dura. Lo si consuma di nascosto, sfidando la morale comune che vorrebbe l’italiano fedele al solo spaghetto. In un eccesso di puritanesimo un giovane di Vercelli viene addirittura processato sulla pubblica piazza reo di adulterio in quanto sorpreso a letto con del riso. Riuscirà a salvarsi dimostrando che la sua precedente unione con lo spaghetto non era valida perché in bianco.
Ma ormai tutto il mondo respira a pieni polmoni, ne sa qualcosa Cristoforo Colombo quando scopre con disappunto che il riso è già presente nel nuovo mondo prima ancora del suo fatidico sbarco nel 1492. Ne farà incetta lasciando in dono il colera e la peste, malattie che quei selvaggi ancora non conoscevano.
Il riso insomma diventa l’alimento simbolo dell’era moderna, prezioso rimedio contro la dissenteria, si fa soprattutto apprezzare come efficace antidoto contro gli stati depressivi diventando sinonimo di buon umore. Maestri in quest’uso si riveleranno innanzitutto i comici della commedia dell’arte, prodighi dispensatori di “risate”, così viene definita la dose media in grado di scacciare i malumori. E da lì giù giù fino ai giorni nostri attraverso altri sapienti maestri del riso, tra i quali ricorderemo Totò, i fratelli De Rege, i De Filippo, Sordi ecc…
È cronaca di un anno fa la prestigiosa attribuzione proprio a un attore italiano dell’Oscar come migliore cultore di riso, mi riferisco ovviamente a Benigni.
Il prezioso chicco può quindi simboleggiare una delle griffe più accreditate del nuovo millennio, nelle sue varie accezioni “insalata di riso”, “risi e bisi”, “risotto alla milanese”… e chi più ne ha più ne metta, fedeli sempre al detto “una risaia ci salverà dalle angosce del quotidiano”.


Cenni biografici

Tullio Solenghi nasce dalla penna di Forattini nei primi anni Cinquanta. In seguito il vignettista cede il bozzetto a un falegname di Collodi che ne ricaverà un burattino di legno e due tavole da windsurf. Proprio soffiando su una di queste tavole scaturirà un bambino biondo di nome Tullio che il babbo orgoglioso porterà al Paese dei Balocchi, l’attuale Rai Tv. Qui il nostro comincia a venire a contatto con il dorato mondo dello spettacolo in qualità di addetto ai bollini-mensa. Di sera frequenta un corso di mimo per corrispondenza, di giorno lavora come controfigura nei cartoni animati, sarà lui a girare le scene più pericolose di Pippo alle Olimpiadi.
Il suo debutto in tv è nel 1977: in uno dei programmi di massimo ascolto, il segnale orario delle 20 e 30, Tullio farà la lancetta dei minuti lasciando quella delle ore al più cicciottello Magalli.
L’anno dopo si fa notare come spalla di Pippo Franco, poi come schiena di Montesano e infine come ombelico della Parisi, la sua interpretazione più incisiva.
In seguito disegnerà il Gabibbo per Striscia e Iapino per la Carrà.
Raffaella gli sarà riconoscente facendogli rincontrare dopo 40 anni un parente australiano cui lui deve ancora dei soldi; “Carramba, che sfiga!” esclamerà Tullio tra le lacrime. È il suo debutto ufficiale nella real-tv.
Paolo Limiti lo vuole accanto a sé nella sua Telecamera ardente in qualità di scongelatore dei cantanti d’epoca. È merito suo se la Pizzi, Tony Dallara e Betty Curtis ritornano a vedere la luce.
Riceve quattro nomination ai telegatti del 1994 che vedranno però l’affermazione di Maria De Filippi sia come personaggio femminile dell’anno che come personaggio maschile dell’anno.
Viene riconosciuto come uno dei sex-symbol degli anni Novanta, in effetti se lo si guarda in controluce, dall’alto, con lenti affumicate assomiglia tantissimo all’autista di Richard Gere.
Per le sue numerosissime fans ha istituito un sito internet, l’indirizzo è http://www.chiocciola.patatina.trottoli ... dududadada.
La sua ultima fatica, è stata la scrittura di questo curioso libro sul riso, che tuttavia ha reso necessario l’intervento della neurodeliri alla lettura delle prime bozze.
Ultima modifica di Bella_Figheira su giovedì 25 ottobre 2012, 9:18, modificato 2 volte in totale.
Salve! Oh ciao! Sono Bella Fighejra!
Mi pare ormai afferrato il concetto che sono proprio una gran bella fighejra
Bella_Figheira
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Re: Riso... Allegria in tavola

Messaggiodi Laura85 il sabato 19 febbraio 2011, 15:53

Premesso che mi sto sbellicando dalle risate e non riesco a smettere...questa è una vera chicca...pardon...chicco( di riso)...insomma, è una piccola perla del nostro Tullio di cui ignoravo l'esistenza!!! Solo una triofila doc come Chiara poteva scovarla! :ok: grazie mille per averla pubblicata qui sul forum, dato che si tratta di un vero e proprio pezzo raro :D Che tra l'altro, se ce n'era bisogno, rconferma il talento comico di Tullio e la sua abilità nel giocare con le parole e nel creare episodi divertentissimi sulla falsariga di avvenimenti storici o di frasi celebri...l'insieme è vivace ed esilarante :lol: ...veramente bravissimo!!! ;) ... e poi scusate, vi sembra poco assomigliare, in controluce e attraverso una lente affumicata, all'autista di Richard Gere?? :loveyes: :lol: Davvero fantastico il nostro Tullio!
"...erano le tre! Perchè mi stavo a fare un ovettoooo...."
"Ah! Perchè lei, tutti i giorni, alle tre, si fa un ovetto!"
"Sì!!! Tutti i giorni!...ogni ora!!"
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Re: Riso... Allegria in tavola

Messaggiodi dijamila il giovedì 1 settembre 2011, 18:56

Cosa posso dire... mi ha fatto morire! l'ho fatto leggere a mia mamma e ha riso di gusto pure lei! :lol:
Ah, e mi ha detto che era bellissimo :D
Lorenzo o come dicevano tutti renzo,quando vi vedo m apillo.Che avete da dirmi?

cara dammi del tè tiè ,tiè il te che fa per te tiè il te tiè
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